
Questa devozione è molto sentita a Canosa, dove ha luogo un Settenario in preparazione al Venerdì di Passione, giorno in cui nel pomeriggio, dalla Concattedrale di S. Sabino, parte la processione della Addolorata; un momento di intensa commozione viene vissuto quando appare e sosta qualche minuto, prima di intraprendere il cammino processionale, la statua della Vergine Addolorata coperta da un lungo e sottile tulle nero.
Per tutto il percorso, migliaia di donne vestite di nero in segno di devozione precedono e seguono il venerato simulacro recitando preghiere e intonando il Miserere.
La processione attualmente esce alle ore 17.30 e segue un percorso quasi sempre uguale, con poche variazioni nel corso degli anni.
La processione attualmente esce alle ore 17.30 e segue un percorso quasi sempre uguale, con poche variazioni nel corso degli anni.
Nel 2024 l'itinerario è stato il seguente: piazza e corso S. Sabino, piazza Vittorio Veneto, via Imbriani, piazza Terme, via Kennedy, via Saffi, via Volturno, via Corsica, via Caprera, via S. Lucia, via Petrarca, tratto via Kennedy, via Marconi, via Orsini, via Muzio Scevola, piazza Boemondo, via Piave, tratto via Carlo Alberto, corso Garibaldi, corso S. Sabino, via Puglia e via Oberdan, per rientrare nella Chiesa della Passione.
Il mistero della Passione di Gesù e del dolore di Maria è uno degli eventi evangelici che si sono maggiormente radicati e diffusi nella devozione popolare, dando luogo a particolari esercizi di pietà e ad una memoria liturgica che ha interessato sia la Chiesa d'Oriente che quella di Occidente.
Lo straziante dolore della Madre che sembra cullare, come quando era bambino, il corpo sanguinante del Figlio appena deposto dalla croce è diventato, nell'immaginario collettivo, il prototipo di una universale materna sofferenza che non ha confini spaziali o temporali.
É la semplificazione del materno dolore di Maria, che non solo si scioglie nel pianto ma si amplifica nella gestualità, nella raffigurazione della Madonna che cerca il Figlio Gesù sulla via del Calvario, seguendolo fino al luogo della sua crocifissione e assistendo impotente e disperata alla sua morte, piangendo, parlandogli e consolandolo, e infine prendendolo in braccio dopo la deposizione dalla croce, ungendolo e fasciandolo per la sepoltura.
- Testo a cura del dott. Francesco Stanzione.- Foto gentilmente concesse da Orazio Lovino.